Poesie di San Lorenzo

Per la terra di Frazanò protetta da S. Lorenzo Cittadino di essa

Sonetto del Sac. D. Antonino Monsù e Joppolo di detta

 

Coll'ira in volto, e collo scorno accanto

Ecco forte gridare il Veglio Edace

chi sia ch'abbia, e qual forza: e poter tanto

che all'urto mio non sembri ombra fugace.   

Mentre il più bel del mondo è sparso, e infranto

Lavor di lunghe etadi a terra giace

Veggio di Frazzanò la gloria, e il vanto

e più bello eternarsi; e più vivace!

La fama allor che lui seguia superba

T'acchetta disse del tuo duolo indegno

Lorenzo egli è ch al lavor tuo lo serba.

Guatò nell'ira sua torbido, e tristo

vide il Divo possente; e nel disdegno

morder le labbia, ed ulular fu visto.

 

 

In lode di S. Lorenzo Monaco di S. Basilio, chiaro per lo dono di profetia, e altre spirituali gratie

Dell'Accademico Amfistilo in forme offuscato bolognese

 

Qual del Frassino uscir Lauro immortale

si mira? e quali uscir Lauro i frutti?

Ah che chi nasce à raddolcir noi tutti

cava da un tronco umil pianta reale.

Negli horti di Basilio a un Lauro tale

siano i rami bambini, e colti, e instrutti:

I fulmini al suo piè cadran distrutti

che rintuzzarli al Lauro è ben fatale?

Così fia ver, che la Trinacria riva

à l'ombra di Lorenzo habbia ristoro,

e di frutto per lui più dolce viva.

Ponga il cor ne l'Or suo, come in tesoro,

Che così in guerra non sia d'ombra priva,

Che così in pace l'ornerà l'Alloro.

 

 

Il Crocefisso china il capo more(n)do, à S. Lorenzo - Dialogo tra il Santo e Christo

Del Sacerdote D. Antonino Mustica Compatriota

 

S.L.: E' il trono cu'egro contenermi deggio

        questo sol GIESU' mio tronco penoso?

              Con Voi bramo disciolto in più bel seggio

   goder senz'agonie vita, e riposo.

Chr.: Regno d'amore è il legno doloroso,   

              ove il tuo amor col mio dolor pareggio,

           se languisce l'amante, e io festeggio,

        di che more per me vivo amoroso.

S.L.: Vi amai quanto potei, ne più mi curo

        sia in catedra di guerra amor deciso,

        là là ve' pace haure pronto il misuro.

     Chr.: Orsù moriamo assieme, ogn'un conquiso

        Dal amore. Va, vengo, e sta' sicuro,

    Ch'oggi meco sarai nel Paradiso.

 

 

In lode di San Lorenzo Basiliano

Del P. Maestro D. Silvestro Siciliano Mon. Basiliano da Traina

 

Invitto Campion, Germe Novello

Del Gran BASIL, che ratto al ciel ne vai

(ove lontani son singulti, e lai)

trionfator del Mondo, al fier duello.

Tù del gran Nume sei Lorenzo quello

i cuori, benchè a suoi celesti rai

s'oppon il Mondo, al Mondo sei rubella

Gode Trinacria, al tuo sol nome ogn'hora

Celebrando qua giù lode infinita

degno Forier del dì, Novella Aurora.

E se da noi mortal festi partita,

Godi là sù il bel Sol, di lume adorno

Tra quei spirti Celesti, eterno il giorno.

 

 

In lode di San Lorenzo Basiliano

Del Dottor Don Vincenzo Auria e Muta Panormitano

 

Ben vai LORENZO, ove il più forte gelo,

Arma di Selve in sen gli eccelsi monti.

LAURO sei, che viè più cresci, e sormonti

Entro ceppi di ghiaccio, e poggi al Cielo.

Ben và LORENZO, ove l'ardente telo

Vibra l'acceso Sol ne' puri fonti;

LAURO sei, ch'ogni foco illeso affronti,

E più verde ti fa celeste zelo.

Ben vai LORENZO a più crudel deserto,

Ch'a un Athleta di Dio, premio, e ristoro

e d'un LAURO immortal formarsi il serto.

Ben vai LORENZO ove al Tartareo Choro,

Etna fulmina il Ciel sublime, ed erto,

Che dei Fulmini Etnei scudo è 'l tuo ALLORO.

 

 

In lode del Santo e dell'Autore

Del Dottor D. Francesco Gemma

 

Giacque LORENZO sopra duro sasso,

si voltò sol tra spine in Mongibello

Ove nel proprio Regno quel rubello

Spirito abbattè, e precipitò più al basso;

Domenico ed Elicona spingi il passo

e con fior de' tuoi carmi vesti quello

Trionfante, e sue glorie il tuo pannello

Mostra nell'ampie scene il Parnasso.

Hor pianga il Macedon, che suoi trofei

mancò Homero a cantar, gioisce in Cielo

Il tuo Heroe, cui lodar bastante sei.

Ne huopo sia a coronarti il Dio dì Delo,

perchè la sù t'aspetta, ove ti bei

Con suoi allori LORENZO in alto stelo.

 

 

In lode di San Lorenzo di Frazano

Del P. Fra Paolo Alfieri Lettore dell'Ordine Domenicano

 

Di LORENZO immortal Sicilia vanti

Spiegar le vele, e risonar le trombe,

Destar del latio colle, acciò ribombe

La gloria dell'Heroi Augusti, e Santi

Roma del suo Levita intoni e canti

Asporti Lauri al Ciel fini dalle tombe

Batta la rocca eterna, e scagli bombe

con infocati ardor, con dolci incanti

Emulo Frazano, s'apre nel Cielo.

Campidoglio più degno, ove lampeggia

Pari la luce la pietade, e'l zelo.

Ma di gemino honor ben si vagheggia

Trapunti d'astri lo stellato velo,

S'un LORENZO frà noi l'altro pareggia.

 

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